Addio al nubilato a Parigi

Bonjour les chats! Oggi vi parlo di come organizzare un addio al nubilato alternativo, ovvero della mia vacanza tra Parigi e Disneyland Paris, ovvero di come visitare Parigi se vi andate con un gruppo eterogeneo. Ma partiamo dall’inizio.

Parigi. Parigi Per me è sempre stato un luogo lontano ed irraggiungibile. Uno di quei luoghi che sogni e basta. Se da piccola mi avessero chiesto “dove vuoi andare? Scegli un posto nel mondo, uno solo peró!“, io avrei risposto Parigi. Senza dubbi. Senza esitazioni. Non so cosa fosse esattamente. Ma io lì volevo andare. A Parigi. Non provengo certo da una famiglia di viaggiatori. Quando da piccola dicevo a mia madre che volevo andare a Parigi, e le chiedevo perché noi non viaggiassimo, lei mi rispondeva “noi non facciamo queste cose” (“queste cose”???). E Parigi a me sembrava sempre più lontana. Lontana… sino a Luglio 2018.

Novembre 2018. E’ un’uggiosa giornata, la pioggia cade e ne sentite il rumore sui vetri. Siete seduti sulla finestra. Si avete capito bene. Siete SULLA finestra, in quanto trattasi di quelle che hanno il cornicione largo anche nella parte interna, creando così lo spazio per potervisi sedere come dei bravi gattini. State sorseggiando il vostro tè quando ricevere un messaggio: “Alessandra l’anno prossimo si sposa, stiamo organizzando un rapimento come addio al nubilato. La svegliamo la mattina presto, la bendiamo, la portiamo all’aeroporto e la nostra meta sarà Parigi e, per concludere, soggiorneremo all’interno del Parco Disney! Sei dei nostri?”.

Quale gatto sano di mente avrebbe mai potuto rifiutare una proposta del genere??? Ed ecco come, a Luglio 2018, Nasmadie si ritrovò su un volo diretto a Parigi, con almeno altre 14 persone tra amiche, cugine, zie e mamma della futura sposa. Eravamo dunque un gruppo abbastanza eterogeneo, formato da persone di età diverse e con diverse condizioni fisiche. L’unico punto in comune? la voglia di divertirsi ma, soprattutto, l’essere gente accollativa (dicesi “accollativo” colui pronto ad affrontare qualsiasi tipo di avventura senza lamentarsi).

I viaggi di gruppo funzionano diversamente rispetto ai viaggi di coppia o ai solo travels. Dove sta la differenza? Dappertutto! Non si tratta più di zampettare dove volete e quando volete e ciò non solo perché ci si deve mettere d’accordo in 15, ma soprattutto perché, come sopra specificato, un gruppo eterogeneo è formato da persone con diverse prestanze fisiche. In questo articolo vi parlo dunque di come visitare Parigi, o qualsiasi altra città, se fate parte di un gruppo del genere.

Chi mi segue già da tempo, soprattutto su instagram, saprà già che non prenoto mai le mie vacanze tramite agenzia, ma sono molto autonoma in tutto quello che faccio. Tuttavia, questo viaggio è stato prenotato tramite agenzia: voli, navetta, hotel, biglietto del parco. Muovere 15 gatti non è lo stesso di muoverne 2.

Anche se si tratta di un gruppo di amici/parenti, servono comunque 2 figure fondamentali, che possono o meno coincidere: un tour leader la cui autorità deve essere riconosciuta da tutti, ed un interprete.

Pranzavamo al sacco, e giornalmente decidevamo dove cenare, e stabilivamo il programma del giorno successivo: avremmo passato la giornata al parco? avremmo visitato Parigi? Ci saremmo divisi per un tot. di tempo o avremmo zampettato tutti assieme? Queste cose devono necessariamente essere stabilite in anticipo al fine di evitare gli sprechi di tempo; durante i pasti è il momento migliore per parlarne.

Se soggiornate all’interno di Disneyland Paris, una voce al microfono annuncerà nelle aree comuni l’apertura del parco, che per voi avviene prima che per chi vi accede come esterno. Potete spostarvi dall’area dove si trovano gli hotel al parco tramite delle navette. Una volta scesi, vi troverete davanti un grande piazzale, e basterà seguire il flusso di gente per capire in che direzione sia sita l’entrata. Si passa attraverso dei metal detector, e le vostre borse vengono controllare. Vengono in pratica effettuati gli stessi controlli cui siete soggetti quando dovete prendere un aereo. Passando questa prima zona, iniziate a percepire l’emozione generale. L’atmosfera, rispetto all’esterno, è già cambiata… e non siete ancora all’interno del parco!!! Se state cercando di trattenere l’emozione, sappiate che la lacrimuccia vi scenderà non appena leggerete “Disneyland Paris” all’entrata. Il parco è davvero grande, tanto che vi viene consegnata una mappa. Giornalmente, indipendentemente dalle condizioni metereologiche, si svolgono la parata e lo spettacolo al castello. Quest’ultimo, secondo me, vale da solo la cifra del biglietto, e qualsiasi video possiate vedere, non renderà mai, neppure minimamente, l’idea di cosa significhi trovarsi li, sotto a quel castello, ad ammirare il gioco di luci, suoni, immagini, acqua, fuoco, colori.

Il parco è anche pieno di negozi che vendono cibo, bevande e merchandising. E’ un vero microcosmo in cui ogni casetta, ricostruita perfettamente a tema, rappresenta un negozio o un’attrazione, le cui file sono kilometriche! Ad ogni entrata è infatti posto un orologio che mostra il tempo di attesa. Noi entravamo tutti insieme, o al massimo ci dividevamo in due gruppi. Sceglievamo dunque attrazioni che andassero bene per l’intero gruppo, quindi cose come le montagne russe non venivano minimamente prese in considerazione. Personalmente non amo i luna park, e più che provare le varie giostre, mi piaceva proprio l’aria che si respirava all’interno del parco.

Il giorno in cui abbiamo deciso di visitare Parigi, abbiamo scelto la Tour Eiffel come prima meta, ovviamente! Vi siamo arrivati in metro ed eravamo emozionatissime! Non sapevamo esattamente cosa avremmo visto uscendo dal sottopassaggio: se ce la saremmo trovata subito davanti o meno! Nonostante molti la considerino “solo un pezzo di metallo”, a me è sempre piaciuta! sarà che mi ricorda una grande A… non so!

Quel giorno abbiamo proseguito la visita della città attraverso il CitySighseeing, il famoso bus rosso hop on hop off, che ormai si trova quasi dappertutto, e che consente di visitare la città effettuando una corsa completa, oppure scendendo in prossimità dei monumenti principali e di risalirvi, sempre con lo stesso biglietto giornaliero. Non ero mai salita su questo tipo di bus, ma devo ammettere che è stato un modo semplice e veloce per fare un tour di Parigi in breve tempo, e con persone che avevano forti difficoltà a fare lunghe camminate. Nel complesso, abbiamo dedicato alla visita di Parigi 2 giornate intere. Ecco la lista dei luoghi che abbiamo visto:

Avremmo dovuto fare un giro in battello sulla Senna, ed avevamo acquistato il biglietto cumulativo Citysighseeing+battello …. ma la piacevole serata è stata sostituita da una visita al commissariato di zona in quanto ad una di noi è stato rubato il portafogli entrando in metro. State sempre attenti ai pickpockets in certi luoghi!!! Tenete le borse strette a voi e gli zaini davanti!

A parte questa piccola disavventura, è stato un addio al nubilato piacevole ed alternativo! In genere visito le località in modo completamente diverso, spostandomi molto a piedi per vedere il più possibile e perdermi tra i vicoli. Mi piace vivere i luoghi nello stesso modo di coloro che vi abitano. Nonostante il viaggio mi sia piaciuto tantissimo, viaggiando in gruppo mi è mancata questo tipo di libertà da gattina. Ecco perché spero un giorno di potervi tornare a zampettare con gatto Mario. Andare a Parigi era il sogno della mia vita sin da quando ero piccola: non ho mai saputo dire cosa mi attirasse in particolare, ma se persino Audrey Hepburn sosteneva che Paris is always a good idea, qualcosa di speciale deve pur averla, no?

GALLERIA

Dopo un viaggio del genere, ci si aspetterebbe di tornare a casa con tante belle foto… ed effettivamente è stato così! Se non che le ho cancellate tutte per errore mesi dopo, convinta di aver creato una copia… ma convinta, eh! Ecco qui le poche foto che si sono salvate:

A’ la prochaine aventure! Miau!


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2 pensieri riguardo “Addio al nubilato a Parigi

    1. Ma perché, c’è forse un’età per amare i cartoni? Quando ero piccola e sentivo dire che i cartoni sono per i bimbi, restavo sempre perplessa….e lo resto ancora a 33 anni!!! Comunque è stato davvero un viaggio bellissimo…. voglio tornare a Parigi e nel post ne spiego il motivo, ma rifarei quel viaggio 100 volte!

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