Santuario di Tindari e Laghetti di Marinello

Metti una domenica di Giugno. Metti che l’estate è appena iniziata. Metti che è sera, tu sei a lavoro e ricevi un messaggio di tuo fratello con scritto “domani Tindari?“, che fai? gli dici no? Ovviamente no che non gli dici di no, da gattina vagabonda qual sei! E allora eccolo l’inizio della nostra avventura-gatta a Tindari! Come ben sapete, mi piace organizzare bene i miei spostamenti, che siano viaggi lunghi o escursioni giornaliere, ma in quel caso non vi era tempo. Era un prendere o lasciare! e che fai, lasci? assolutamente no.

Twenty years from now you will be more disappointed by the things that you didn’t do than by the ones you did do. So throw off the bowlines. Sail away from the safe harbor. Catch the trade winds in your sails.

Explore. Dream. Discover.

Mark Twain

SANTUARIO DI TINDARI

Tindari è una frazione di Patti in provincia di Messina. Essa è sita su un promontorio a picco sul Mar Tirreno e sulla Riserva Naturale Orientata Laghetti di Marinello.

Dirigendosi in direzione del Santuario, vedrete che nei pressi dell’ultimo tratto della salita (abbiamo detto che la Basilica è sita su un promontorio) è segnalato un parcheggio. Dovrete infatti lasciare lì la vettura, pagando le strisce blu, e salire al Santuario per mezzo di una navetta al costo di 1 euro a persona per andata/ritorno.

Il Santuario di Tindari è posizionato dunque in modo assolutamente scenografico ed offre viste mozzafiato, sia che dal promontorio si guardi verso la sottostante riserva, sia che dalla riserva lo si ammiri dal sovrastante promontorio. Vedere per credere, oh miei gatti!

Esso è suddiviso in Basilica Santuario Maria SS.Ma del Tindari (Santuario nuovo) e Santuario antico. La chiesa nuova risale alla seconda metà del 1900, ma il culto antico ha origine tra la fine dell’ottavo e l’inizio del nono secolo d.c. ed è legato a quello della Madonna Nera. Una nave proveniente da Oriente fu obbligata a fermarsi presso la costa a causa di una forte tempesta. Per riuscire a ripartire, dovette alleggerire il carico lasciandone parte a terra, inclusa una statua di una Madonna bruna sfuggita alla persecuzione iconoclasta.

Secondo la leggenda, una madre si rivolse in preghiera alla Madonna di Tindari per salvare la figlia gravemente malata. Una volta che la bimba fu guarita, la donna andò in pellegrinaggio per ringraziare di presenza la salvatrice della figlia ma, vistala bruna in volto, ne mise in dubbio la natura divina. Fu allora che la bimba precipitò dal promontorio. La donna tornò dunque subito a rivolgersi alla statua, chiedendole di confermare di essere davvero la Madonna salvando la figlia una seconda volta. E fu così che la bambina venne trovata sana e salva su un piccolo arenile formatosi improvvisamente per miracolo nel mare sottostante.

Prima di recarvi in visita, vi consiglio di consultare il sito web del Santuario per gli orari di apertura e di chiusura ed altre info utili aggiornate.

Nella zona antistante il Santuario si trova un bar in cui è possibile eventualmente mangiare qualcosa per pranzo, e varie bancarelle.

Nei pressi del Santuario si trova anche l’area archeologica dell’ antica Tyndaris, fondata nel 396 a.c. da Dionigi di Siracusa come punto di controllo del Mar Tirreno. Essa è così composta:

  • Basilica e Teatro
  • Domus
  • Terme
  • Antiquarium

E’ possibile effettuare la visita tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00-18:30 …. tutti i giorni…. tranne il lunedì! Ed io l’ho scoperto nel modo peggiore! Non avendo avuto tempo di effettuare le opportune ricerche per mancanza di tempo, come già vi ho anticipato all’inizio di questo articolo, pensate a me che da gattina contenta mi appresto in direzione dell’area archeologica, sita a una decina di minuti a piedi dal Santuario e, una volta arrivata, mi trovo davanti un bel cancello chiuso! Vi consiglio nuovamente di consultare il sito web per eventuali aggiornamenti ed info utili.

A questo punto, tristi e sconsolati, nonché morti di caldo, non ci è rimasto che tornare in macchina e dirigerci verso il mare sottostante.

RISERVA NATURALE ORIENTATA LAGHETTI DI MARINELLO

Immaginate di trovarvi sulla costa, di guardare il mare, di girarvi e vedere tanti piccoli laghetti. Fantasia? no. I Laghetti di Marinello costituiscono una zona salmastra, dichiarata Riserva Naturale nel 1998, formata da una serie di laghetti appunto che caratterizzano la spiaggia di Marinello. E se già questo tipo di paesaggio non vi sembra abbastanza insolito, metteteci pure che basta alzare lo sguardo per ammirare il Santuario di Tindari sito proprio lì, a picco.

Devo ammettere che parcheggiare in questa zona è risultato un po’ più difficile, dal momento che non riuscivamo a capire esattamente come accedere alla riserva. Facendo varie ricerche sul web abbiamo letto che la Riserva è sita al di là della spiaggia principale, e che vi è un’imbarcazione (che si prende dove?), che dalla spiaggia conduce alla punta più estrema della riserva, ma non capivamo come accedervi a piedi. Non volevamo solo andare a fare bagno! Era nostro desiderio da gatti avventurosi l’attraversare la riserva a piedi al fine di poterla ammirare in tutto il suo splendore!

Inserendo su Google maps il nome della nostra meta, come fine ultimo del percorso ci risultava un villaggio turistico di nome Marinello. Disperati e stanchi, abbiamo deciso di entrare con la cat-mobile e chiedere informazioni. Abbiamo dunque scoperto di essere appunto entrati in un villaggio turistico e di potervi parcheggiare la vettura alla tariffa di 5 euro, purché l’avessimo ritirata entro le ore 8pm. Così, almeno il “problema parcheggio” era stato risolto.

Ora, avevamo un ‘altro dubbio, e riguardava il Sentiero Coda di Volpe, ovvero la strada non asfaltata e percorribile a piedi attraverso la quale, abbiamo letto, era possibile accedere alla riserva. Il sentiero collega il Santuario ai Laghetti di Marinello, ed è imboccabile da vari punti. Dovevamo per forza cercarlo? Oppure potevamo accedere alla riserva anche dalla spiaggia principale? Oggi posso dirvi che entrambe le strade sono percorribili, ma quel giorno non trovavamo nessuno che sapesse darci alcuna indicazione che non fosse approssimativa!

Girovagando, un po’ con l’aiuto di Google maps, un po’ a naso, un po’ per fortuna, siamo entrati in una specie di terreno aperto e da lì abbiamo imboccato il sentiero. Come vi accennavo, oggi posso dirvi che si arriva alla riserva anche dalla spiaggia principale: una volta parcheggiata la vettura all’ interno del villaggio turistico Marinello, o nella zona limitrofa se trovate posto, accedete alla spiaggia e dirigetevi sulla sinistra, superate il bar, e proseguite. Siete nella direzione giusta. Dovrete camminare per circa 20 minuti sotto il sole cocente ma, fidatevi, ne vale la pena! La Riserva naturale è praticamente la zona più esterna ed isolata della spiaggia. Molti infatti si fermano prima di arrivare alla punta estrema ma, se amate la solitudine, il silenzio, e l’acqua cristallina, allora fate un piccolo sforzo e proseguite.

Per quanto riguarda l’abbigliamento, non posso che consigliarvi di indossare scarpe rigorosamente chiuse. La spiaggia nella zona della Riserva è formata da un misto di sabbia e pietrisco che raggiungono temperature altissime! Pensate camminarvi sopra mentre il piede continua ad affondarvi dentro. Si, indossavo scarpe aperte. Mi veniva da piangere. Quindi, scarpe chiuse, protezione solare alta, un bel cappello (ovviamente io non l’avevo!) e tanta acqua non devono assolutamente mancarvi. Vi consiglierei di portare anche l’ombrellone, se ce la fate. Non scoraggiatevi. Il luogo è si pesante da raggiungere ma ne vale la pena.

Prima di lasciare la zona di Tindari, fermatevi in qualche bar ad assaporare una bella granita messinese, rigorosamente accompagnata da brioche, meglio se “con tuppo” (un piccolo pezzo di brioche posto al centro della brioche stessa), perché, si sa: non t’ama chi amor ti dice ma chi ti dona il tuppo e tace.

Qualora foste interessati a vedere tante altre foto e video, vi consiglio di seguirmi su Instagram e di guardare la storia in evidenza dedicata a Tindari.

Alla prossima avventura! Miao!


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